Riorganizzare Abbanoa - L'azienda regionale sarda di gestione della risorsa idrica
Questa proposta sarà sviluppata dai suoi redattori grazie a tutti i contributi.
Il dibattito durerà 21 giorni ma proseguirà se non avrà partecipato almeno il 65% degli aventi diritto.
Andrà in votazione se supererà il 60% del gradimento e verrà abbandonata se sarà sotto il 40%.
Il dibattito continuerà se il gradimento rimarrà tra queste due soglie indipendentemente dal tempo o dal numero di valutazioni.
Problema e/o ostacoli
Gestione fallimentare del Sistema Idrico Integrato della Sardegna
Management capace solo di richiedere in Europa un aumento di capitale di 184 milioni di euro, ovvero la possibilità di fare altro passivo senza variare i fondamentali aziendali e senza visione su come impostare l'azienda futura.
Troppa differenza tra gli stipendi del top management rispetto alle retribuzioni piu' basse.
Passivo oltre i 800 milioni di euro.
Per gestire una risorsa pubblica è stata creata una S.p.A. configurata "in house" con soci enti pubblici.
Per la vigilanza sulla gestione è stata istituita, in conformità alla legislazione europea e nazionale, una Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale della Sardegna (ATO), commissariata da Settembre 2008, controllata da un commissario e non secondo i metodi democratici previsti dal legislatore.L'autorità ATO Sardegna sicuramente non ha vigilato come avrebbe dovuto, stante il passivo di gestione Abbanoa ad oggi di oltre 800 milioni di euro.
Abbanoa carrozzone parapolitico usato come serbatoio di consensi con assunzioni in esubero.
La malagestione di Abbanoa S.p.A. e la malavigilanza dell'ATO Sardegna aggrediscono il servizio primario idrico con tariffe piu' onerose, colpendo le fascie di popolazione piu' povere che necessiterebbero di maggiore supporto soprattutto nei bisogni fondamentali:l'acqua.
In merito alla lettura dei contatori, il sistema degli acconti e dei conguagli è un sistema poco efficente che porta a conguagli troppo onerosi e ad un cattivo controllo dei consumi e delle perdite idriche, con il contatore fisico che possiede vita propria rispetto al conteggio presunto in fatturazione
Bolletta oggettivamente complessa basata su fascie di consumo, acconti e conguagli, letture reali e presunte, sicuramente non comprensibile dalla maggioranza della popolazione anziana e/o poco alfabetizzata
Il sistema di rateizzazione prevede di separare l'importo dovuto in 6 rate secche nonostante l'importo a meno che non si presenti l'ISEE.
I tempi per risolvere i reclami sono biblici con cause legali complicatissime per via della fatturazione che, a parte in prossimità del conguaglio, è, per il resto dell'anno, desincronizzata tra i conteggi fisici del contatore e i conteggi presunti della fatturazione in bolletta.
Sistemi alternativi alla depurazione chimica con ricorso alla fitodepurazione, con la conseguente creazione di aree umide e abbattimento dei costi di depurazione
Stakeholders (persone coinvolte)
Gli utenti del servizio idrico ovvero la popolazione sarda come privati cittadini in quanto utilizzatori finali del servizio idrico.
Tutte le attività agricole, artigianali, industriali e imprenditoriali in genere che utilizzano la risorsa idrica nel loro business anche indirettamente.
Gli enti pubblici comuni, consorzi e altri in qualità di soci pubblici di una s.p.a. configurata "in house", con tutte le contraddizioni che questa configurazione comporta.
La Regione Sardegna che come sfera di competenza ha la il servizio idrico integrato nell'ambito regionale.
I dipendenti Abbanoa S.p.A. società S.p.A. configurata "in house" con azionisti gli enti pubblici.
Il Management Abbanoa S.p.A. e il legame di sudditanza con la politica e i partiti.
I dipendenti Abbanoa S.p.A. e il loro terrore di perdere il posto di lavoro per fallimento della ditta.
L'ATO della Sardegna, Autorità Territoriale d'Ambito Ottimale della Sardegna, autorità di controllo della società di gestione del Sistema Idrico Integrato della Sardegna Abbanoa S.p.A., che piu' che controllare si occupa di utilizzare il Sistema Idrico Integrato e la società di gestione, non per fornire alla Regione un servizio di pubblica utilità, ma consensi politici, omettendo la vigilanza su Abbanoa anche in parametri oggettivi quali le sovraassunzioni, concesse alla politica in Abbanoa in proporzione ai voti. In questo meccanismo è presente tutto il sistema partitico, nell'intero arco costituzionale, MoVimento 5 Stelle escluso.
ASL di competenza e agenzia regionale di protezione ambientale riguardo le analisi delle acque, smaltimenti e analisi di prodotti da discarica.
I referenti politici regionali in chiaro e occulti, membri della giunta regionale e/o parlamentari e/o in forza presso i partiti politici tutti secondo logiche di spartizione, cooptazione e precettazione paralegali a vari livelli.
L’attività deficitaria di ABBANOA si riverbera:
- sull'utenza in generale;
- sul fornitore di acqua grezza ENAS;
- sui Consorzi di Bonifica che devono ricevere indennizzi da ENAS per il ristoro dei consumi di energia elettrica e che li può corrispondere solo se incassa da ABBANOA ;
- sui Consorzi Industriali che possiedono diversi impianti di depurazione a cui ABBANOA recapita i reflui;
- su ENEL o altri fornitori di energia;
- sulla banche creditrici;
- sul sistema delle piccole medie imprese fornitrici;
- sugli stessi dipendenti.
Contesto storico gestionale e Giuridico fino alla creazione di ATO & Abbanoa
Note di approfondimento storico-gestionale e di contesto normativo fino al 2005:
Fonte: Abbanoa S.p.A
Mission:
Abbanoa è una realtà industriale di primaria rilevanza nel tessuto economico sardo. Assolve infatti al
compito di gestione del servizio idrico integrato.
Nel dettaglio, Abbanoa si occupa di:
- acquisizione, potabilizzazione, distribuzione dell’acqua potabile
- raccolta, depurazione dei reflui civili e industriali
- riuso delle acque affinate dopo la depurazione per usi irrigui civili
Storia e Normativa
Con la Legge regionale n.29 del 17 ottobre 1997, la Regione Sardegna ha disciplinato la riorganizzazione del servizio idrico ad uso civile nel rispetto dei principi stabiliti dalla Legge nazionale
n.36 del 1° maggio 1994, a sua volta adottata in recepimento della normativa europea.
La legge regionale prevede la razionalizzazione della gestione dell’acqua potabile, attraverso
l’individuazione di un unico ambito territoriale ottimo (Ato), di un unico gestore, di
un’unica tariffa. Ai comuni e alle province della Sardegna, riuniti in consorzio obbligatorio, denominato Autorità d’Ambito, è attribuito il compito per l’attuazione della riforma e la funzione di
regolatore del nuovo sistema organizzativo idropotabile.
Con l’affidamento del servizio idrico integrato a un unico gestore, identificato nella società consortile Sidris, costituita dalle società di gestione esistenti (Esaf spa, Govossai spa, Sim srl, Siinos
spa e Uniaquae spa) in funzione della loro fusione è stato avviato il processo di integrazione e di
riorganizzazione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione, riguardanti anche le restanti
gestioni comunali che devono essere acquisite dal gestore unico.
La fusione di queste società di gestione è stata realizzata dando origine ad Abbanoa spa, società a totale capitale pubblico locale, essendone soci i comuni della Sardegna.
La società Abbanoa è subentrata così nell’attività svolta dai precedenti gestori e nei contratti di
fornitura ai clienti.
Obiettivi
La Normativa di Settore: la legislazione nazionale
Il settore dei Servizi Idrici in Italia é stato oggetto di un complesso processo di riorganizzazione avvenuto
ad opera della legge n. 36/1994 recante “Disposizioni in materia di risorse idriche”, denominata
altrimenti “legge Galli”.
La legge Galli presenta tra i suoi fini il contemperamento tra l’esigenza di proteggere e conservare le
acque pubbliche -da utilizzare secondo i criteri di solidarietà-, e l’esigenza di una gestione del servizio
improntata ai principi di efficienza, efficacia ed economicità (rispettivamente art. 1 e art. 9 della legge n.
36/1994) .
Gli obiettivi perseguiti dalla normativa di settore sono tre:
- a gestione razionale delle risorse idriche con modalità idonee a ridurre gli sprechi;
- la creazione di gestioni non frammentate che operino secondo efficienza;
- la ridefinizione degli aspetti tariffari così da consentire ai soggetti gestori di agire secondo i
criteri imprenditoriali.
L’intera normativa ha come suo baricentro il concetto di Servizio Idrico Integrato che, ai sensi dell’art. 4,
co. 1, lett. f), della legge 36/1994, é “costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione
e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue”.
La legge n. 36/1994 trova il suo nucleo essenziale nella individuazione di una nuova dimensione
territoriale (gli Ambiti Territoriali Ottimali) ed una nuova dimensione istituzionale di esercizio delle funzioni
di governo del servizio (le Autorità d’Ambito quali forme di cooperazione tra gli Enti Locali rientranti nel
medesimo ATO).
L’osservanza del principio di economicità, cui la normativa di settore fa esplicita menzione, comporta,
inoltre, la necessità di garantire che i costi sopportati per l’erogazione del servizio debbano essere in
qualche modo coperti da una controprestazione a carattere pecuniario, ovvero una tariffa.
La tariffa del servizio é elaborata in conformità alla tariffa di riferimento predisposta dal Ministero
dell’Ambiente e della tutela del territorio, secondo il c.d. metodo normalizzato (art. 13 della legge n.
36/1994 e D.M. 1.08.1996).
Organizzazione del servizio
La legge Galli fissa specifici criteri anche in relazione all’organizzazione della gestione del Servizio Idrico
Integrato.
In particolar modo:
- stabilisce che la gestione del servizio deve essere organizzata in modo da garantire l’efficienza, l’efficacia e l’economicità dell’attività svolta (art. 9 della legge n. 36/1994);
- ridefinisce la distribuzione delle funzioni e dei compiti in materia di acque tra i diversi soggetti
pubblici coinvolti a diverso titolo nella politica di tutela e organizzazione delle risorse idriche.
La legge di riforma prevede espressamente che l’organizzazione del Servizio Idrico spetti agli Enti Locali, i quali sono chiamati a cooperare, nelle forme e nei modi previsti dalla legge -attraverso le Autorità
d’Ambito appunto- e al fine di esercitare le funzioni di governo del Servizio, in quella dimensione sovracomunale che è l’Ambito Territoriale Ottimale.
Per meglio intendere, la ripartizione del territorio in Ambiti Territoriali Ottimali rappresenta ora l’unità di
misura territoriale minima e ideale per garantire:
- un più efficace rispetto dei bacini idrografici;
- l’ottimale gestione della risorsa idrica;
- l’organizzazione del servizio in modo integrato tra i diversi Enti Locali;
- il conseguimento di più ampie dimensioni gestionali attraverso il superamento della frammentazione esistente.
Gli Ambiti Territoriali Ottimali, rappresentano le nuove circoscrizioni territoriali del Servizio Idrico Integrato e costituiscono cronologicamente e logicamente, la base del processo di riorganizzazione dell’intero
settore delle risorse idriche.
I reali elementi di novità della riforma sono, pertanto, la dimensione territoriale (Ambito Territoriale Ottimale) e l’Autorità d’Ambito, quale soggetto di diritto derivante dalla obbligatoria cooperazione tra gli Enti
Locali rientranti nel medesimo Ambito.
L’Autorità d’Ambito assolve i seguenti compiti:
- assume l’esercizio della titolarità del servizio, che pertanto cessa di rientrare nella esclusiva
titolarità dell’Ente Locale;
- definisce il Piano d’Ambito (costituito dal programma degli interventi e dal piano economico
finanziario) e la tariffa del servizio;
- individua il soggetto gestore secondo le forme prescritte dalla legge e provvede all’affidamento della gestione del servizio (art. 113 T.U.E.L);
- controlla che il gestore realizzi il Piano d’Ambito e verifica l’applicazione della tariffa.
Modelli organizzativi di erogazione del servizio
Con riferimento all’organizzazione occorre meglio evidenziare che la legge n. 36/1994 introduce il generale principio di separazione tra titolarità e gestione del Servizio.
Si sottolinea che è compito dell’Autorità d’Ambito curare l’affidamento del servizio, individuando il soggetto gestore.
La legge n. 36/1994 prescrive che “i Comuni e le Province provvedono alla gestione del Servizio Idrico Integrato mediante le forme, anche obbligatorie, previste dalla legge n. 142/1990 (ora D.lgs. n.
267/2000), come successivamente integrata”.
I modelli gestionali previsti dall’ordinamento per i servizi pubblici locali sono stati oggetto in questi anni
di profonde modifiche ad opera di importanti novellazioni legislative (sull’art. 22 della l. n. 142/1990,
successivamente confluito nell’art. 113 del T.U.E.L. sono intervenuti prima l’art. 35 della l. n. 448/2001 e
infine l’art. 14 del d.l. n. 269/2003 convertito dalla l. n. 326/2003)
Segnatamente, i modelli gestionali di cui all’ art. 113, co. 5, T.U.E.L., come recentemente novellato, sono:
a) società di capitali individuate attraverso l’espletamento di gare con procedura ad evidenza pubblica;
b) società di capitale misto pubblico e privato nelle quali il socio privato venga scelto attraverso l’espletamento di gare (…);
c) società di capitale interamente pubblico a condizione che l’ente o gli enti pubblici titolari del capitale
sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società
realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente o gli enti pubblici che la controllano”.
La Normativa di Settore: la legislazione regionale
La Regione Sardegna ha dato attuazione alla legge Galli con l’emanazione della legge Regionale n.
29/1997 che, nel disciplinare “l’istituzione, l’organizzazione e la gestione del Servizio Idrico Integrato”
(art. 1 della legge regionale n. 29/1997) specificamente prevede:
- la delimitazione di un unico Ambito Territoriale Ottimale (art. 3);
- la previsione di un unico gestore d’Ambito (art. 1, comma 3);
- la costituzione, quale forma di cooperazione, di un consorzio obbligatorio dei Comuni e delle
Province della Sardegna denominato Autorità d’Ambito (art. 5);
- il trasferimento all’Autorità d’Ambito di “tutte le funzioni amministrative esercitate dagli Enti
Locali” in materia di risorse idriche (art. 13):
All’Autorità d’Ambito, in particolare, in conformità a quanto prescritto dal legislatore nazionale, sono attribuite le “funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sulla attività di gestione del servizio”
che specificamente riguardano:
- la ricognizione delle opere idriche destinate all’erogazione del S.I.I.;
- la scelta del modello gestionale di erogazione e delle modalità di affidamento;
- l’affidamento della gestione del servizio;
- la definizione del Piano d’Ambito e della tariffa del S.I.I.;
- l’aggiornamento annuale del programma degli interventi e del piano economico finanziario
- (Piano d’Ambito);
- il controllo dei livelli dei servizi.
L’Organizzazione del Servizio Idrico integrato in Sardegna
La legale costituzione del consorzio obbligatorio Autorità d’Ambito, quale forma di cooperazione tra i
Comuni e le Province rientranti nell’unico ATO della regione, ha consacrato il definitivo avvio in Sardegna
della riforma del Servizio Idrico Integrato.
La formale costituzione dell’Autorità d’Ambito, è avvenuta a seguito di un procedimento avviato dal Commissario Governativo per l’emergenza idrica che ha anticipato i primi adempimenti dell’Autorità e ne ha
promosso la procedura di elezione.
In particolare, i provvedimenti cui si fa riferimento sono:
- Ordinanza del Commissario Governativo per l’emergenza idrica in Sardegna n. 321 del 30
settembre 2002 con la quale, il delegato per il coordinamento della protezione civile ai sensi
dell’art. 13 dell’ordinanza del Ministero dell’Interno n. 3196 del 12 aprile 2002, ha assunto le
funzioni di Autorità d’Ambito e ha approvato il Piano d’Ambito di cui all’art. 11 della legge n.
36/1994;
- Ordinanza del Commissario Governativo per l’emergenza idrica in Sardegna n. 322 del 30
settembre 2002 che prevede procedure e tempi per “gli adempimenti di cui all’art. 14 della
L.R. n. 29/1997 in relazione alla convenzione tipo ed al relativo disciplinare tecnico di cui
all’art. 11 della L. n.36, 5 gennaio 1994”;
- Ordinanza del Commissario Governativo per l’emergenza idrica in Sardegna n. 335 del 31
dicembre 2002 di Affidamento del Servizio Idrico Integrato Ambito Territoriale Ottimale Regione Sardegna –Approvazione Convenzione Tipo e relativo Disciplinare tecnico di cui all’art.
14 della legge regionale n. 29, del 17.10.1997;
- Decreto dell’Assessore Regionale dei LL.PP. n. 16 del 28 maggio 2003, di indizione delle elezioni dei componenti dell’Assemblea dell’Autorità d’Ambito;
- Decreto dell’Assessore Regionale dei LL.PP. n. 15 del 5 settembre 2003, di proclamazione
degli eletti componenti dell’Assemblea dell’Autorità d’Ambito;
- Decreto dell’Assessore Regionale dei LL.PP. n. 23 del 26 settembre 2003, con il quale è stata
insediata, in data 25 settembre, l’Assemblea dell’Autorità;
Il primo adempimento ottemperato dalla Autorità d’Ambito è consistito -nelle more dell’affidamento del
S.I.I. al soggetto gestore d’Ambito-, nella tempestiva definizione del primo Piano Operativo Triennale e
relativo Programma Stralcio per la prima annualità, pena la perdita dei finanziamenti nazionali e comunitari (POR 2000/2006 e QCS 2000/2006) destinati alla realizzazione degli interventi previsti nel Piano
d’Ambito approvato con ordinanza n. 321 del 30.09.2002 del Commissario Governativo per l’Emergenza Idrica in qualità di Autorità d’Ambito sostitutiva.
Contestualmente, l’Autorità ha avviato le operazioni preliminari all’affidamento del Servizio, relative alla
scelta della modalità di gestione e all’individuazione del gestore d’Ambito secondo le disposizioni di
legge vigenti.
Infatti, con le Deliberazioni della Giunta Regionale n. 14/18, n. 33/18 e n. 50/13 del 2004, la RegioneSardegna ha richiamato l’Autorità all’obbligo di procedere alla individuazione del gestore d’Ambito e
all’affidamento del servizio, entro il 31 dicembre 2004, in dipendenza degli adempimenti derivanti dalla
normativa CE in ordine al cofinanziamento degli interventi di cui al P.O.T..
In esito alle attività d’analisi citate, l’Autorità d’Ambito ha optato per l’affidamento diretto del Servizio
Idrico Integrato ad un unico soggetto d’Ambito, secondo le modalità di cui all’art. 113, comma 5, lett. c)
del T.U.E.L., così escludendo il ricorso alle procedure mediante gara.
L’Autorità d’Ambito, quale consorzio di Enti Locali, ha scelto per la costituzione di una società per azioni a
capitale interamente pubblico locale.
Il processo di aggregazione è stato concretamente realizzato attraverso la costituzione di SIDRIS società
consortile a responsabilità limitata, alla quale:
- è stato attribuito il compito di consorziare mediante fusione per incorporazione tanto UNIAQUE SARDEGNA s.p.a. –soggetto inizialmente costituito dall’Autorità per favorire l’aggregazione-, quanto le gestioni pubbliche esistenti (ESAF s.p.a., GOVOSSAI s.p.a., SIM s.p.a.,
S.I.I.NO.S. s.p.a.);
- è stato affidato il Servizio Idrico Integrato con decorrenza dal 1° gennaio 2005 (Deliberazione dell’Assemblea dell’Autorità d’Ambito n. 25 del 29 dicembre 2004).
All’esito della fusione, compiutasi a tutti gli effetti di legge nel dicembre 2005, è venuto a configurarsi
un soggetto gestore avente la forma giuridica di società di capitali, unicamente partecipata dai Comuni
rientranti nell’unico Ambito e perfettamente configurata in house, che retroagisce alla data di decorrenza
dell’affidamento, 1° gennaio 2005.
All’atto di sottoscrizione della fusione, SIDRIS, come già predeterminato, ha assunto la denominazione di
ABBANOA s.p.a.
I suoi soci altro non sono che i Comuni già soci delle società consorziate (in numero 299) e transitoriamente la Regione Sardegna per il tramite di ESAF Ente in liquidazione.
ATO & Abbanoa: dalla creazione al buco attuale di 800 milioni
Note di approfondimento storico-gestionale e di contesto normativo dal 2005 al 2013:
Al 2005 L'Autorità Territoriale d'Ambito Ottimale della Sardegna, autorità di controllo sul Sistema Idrico Integrato Regionale, risultava operante sull'Ambito Territoriale Ottimale dal 2002, coincidente con tutto il territorio regionale sardo, secondo il Piano d'Ambito,il documento di pianificazione programmatica, gestionale, organizzativa, di controllo di gestione (ATO deve vigilare sul gestore dei servizi ABBANOA S.pA.) secondo la norma europea recepita dal legislatore italiano.
ABBANOA s.p.a. è il gestore in house del servizio idrico integrato (di seguito anche “S.I.I.”) nella Regione Autonoma della Sardegna. Fu costituita, nel dicembre 2005, su iniziativa dell'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale (Aato) della Sardegna come società risultante dalla fusione dei soci già consorziati tra loro: SIM, SIINOS, GOVOSSAI, ESAF (i cui debiti furono saldati dalla Regione prima della fusione). Priva di vocazione commerciale e dipendente dall'Amministrazione pubblica affidante.
Il servizio idrico è articolato in processi produttivi che interessano centinaia di impianti e migliaia di km di reti.
Attualmente le attività di gestione sono realizzate da ABBANOA e da oltre 100 aziende. Il comparto garantisce occupazione diretta e indiretta a oltre 3000 operatori.
"In house" è riferito al tipo di configurazione di società di capitali, "Domestica", dove il capitale sociale aziendale è costituito dal complesso di impianti e attrezzature immobiliari costituenti il Servizio Idrico Integrato sardo. Al capitale sociale non è seguito un apporto finanziario (Equity), generando una situazione iniziale di sottocapitalizzazione, rendendo l'azienda piu' fragile e obbligando il management a ricorrere al sistema bancario per finanziare anche le ordinarie iniziative da porre in essere per l'ordinario servizio di gestione.
Sostanzialmente il personale era il medesimo e il consiglio di amministrazione di ABBANOA è stato la summa dei consigli di amministrazione dei vecchi gestori.
La “Relazione Tecnico Economica” posta a base dell'atto costitutivo non era una giusta immagine della realtà ma si fondava su costi operativi e volumi erogati del tutto ipotetici ed errati. Queste erronee previsioni non sono mai state riviste dall'Aato e hanno portato ai noti scompensi di bilancio e al crescere dell'indebitamento finanziario.
Il Piano d'Ambito ai sensi dell'art.149 della L.152/2006 contenente il patrimonio di infrastrutture, finanziario, i parametri di gestione nonché gli obbiettivi da perseguire si è dimostrato errato nei dati indicati troppo ottimisti, come indicato nella comunicazione agli azionisti Abbanoa qui sotto:
http://www.abbanoa.it/AbbanoaPortale/resources/cms/documents/19_lettera_agli_azionisti_del_Presidente_file.pdf
In sintesi, si deve affermare che Abbanoa è nata sulla base di un Piano d'Ambito viziato da:
scarsa attendibilità della ricognizione delle infrastrutture;
mancata copertura dei fattori di rischio;
sovradimensionamento della domanda d'acqua;
ritardi e tagli nei finanziamenti pubblici;
impossibilità di contrastare morosità e furti d'acqua;
ritardi di revisione dello stesso PdA;
mancata applicazione del Metodo Tariffario Nazionale;
scarsa trasparenza dei rapporti fra enti azionisti e Gestore.
Inoltre:
A fronte di apporti di capitale previsti dal PdA in €102.388 gli aumenti di capitale effettivi sono stati di soli €19.034
I crediti ereditati da Abbanoa in seguito alla fusione costitutiva ammontavano a €179.289 in gran parte inesigibili; mentre i debiti reali e pagati dalle casse societarie ammontano a €155.022.
Mancata previsione di aumento dei costi operativi.
Mancati ricavi a causa dei Comuni che non hanno ceduto le reti (anche se qui ai ricavi vanno sommati i costi per un pareggio sostanziale del bilancio).
Mancati ricavi a causa della sovra stima dei consumi procapite.
Mancata consegna delle anagrafiche da parte dei Comuni.
A tutto cio' occorre aggiungere che a seguito del piano d'Ambito del 2002, sono partiti tutta una serie di investimenti europei che hanno portato, secondo il POT Piano Operativo Triennale 2004- 2006, 750 milioni di Euro, (fonte ATO Sardegna Questo link:)
http://www.ato.sardegna.it/index.php?submenu=10
In sintesi il Piano d'Amdito del 2002 prevedeva una prima fase di 6 anni di massicci investimenti infrastrutturali iniziali e dal 7° anno una riprogrammazione degli investimenti in base ai risultati industriali.
Una sorta di Gallina dalle uova d'oro dove la politica, invece di pompare il Sistema Sardegna ha preferito semplicemente spartirsi il bottino lottizzando e spartendo tutto, a tutto svantaggio del Sistema Idrico Integrato per garantirsi consensi ed ingrassare la bestia del debito pubblico.
Dal Settembre 2008 l'ATO, in occasione del rinnovo delle cariche elettive è stata commissariata fino ai nostri giorni. Tale commissariamento, consegna ad un solo commissario per 5 anni le attività dell'ATO, invece di essere condotte democraticamente secondo la legge.
Voglio far notare il timing di commissariamento, perfettamente sincronizzato con la necessità di dimostrare al 7° anno, la bontà degli investimenti per la riprogrammazione degli investimenti stessi, certo si potrebbe obiettare che si tratti di un puro caso fortuito.
Scorrendo tra le delibere del commissario ATO, si nota come pressochè tutta l'attività dell'Autorità sia dedicata alle opere infrastrutturali, trascurando le attività di vigilanza e coordinamento sul gestore Abbanoa.
Riguardo a queste riflessioni si consulti La relazione Illustrativa dello stato del S.I.I. della giunta comunale di Nuoro nel 2011, nel link qui' sotto:
http://www.ideacomune.net/lista_civica_nuoro/wp- content/uploads/2011/01/Ord_giorno_Cons_Com_acqua_EVIDENZ.pdf
Scorrendo tra le delibere del commissario ATO, si nota come pressochè tutta l'attività dell'Autorità sia dedicata alle opere infrastrutturali, trascurando le attività di vigilanza e coordinamento sul gestore Abbanoa.
Già dal luglio del 2010 Abbanoa invitava l'Aato a provvedere riguardo la revisione del Piano D'Ambito, data l'evidente sua impossibilità di essere coerente con le imposizioni di cui all'art.149 Legge 152/2006 riguardo il piano degli investimenti; il piano finanziario e tariffa; l'inflazione programmata ecc. e declinava, pertanto, ogni responsabilità conseguente.
Uno studio di verifica assegnato al professor Massaruto dall'Aato, sostanzialmente, certifica l'esistenza delle problematiche sopra elencate ma aggiunge la carenza di un archivio completo delle reti e delle utenze, con la conseguente impossibilità per il Gestore di incassare tutti i ricavi potenziali.
L'Aato nel dicembre del 2010 approva la revisione straordinaria del PdA. Articolata in tre punti:
1. Situazione di partenza;
Vengono riconosciute le carenze del PdA e si dichiara la volontà di correggerle con il documento di revisione. Si contestano le responsabilità del Gestore e dei suoi azionisti riguardo la mancata certificazione della consistenza degli impianti e il loro stato di manutenzione;l'obsolescenza dei progetti del PdA;l'impossibilità di implementare nei tempi dichiarati il piano di efficientamento; l'eccesso nella stima dei consumi pro capite; il mancato riconoscimento dell'inflazione nell'aggiornamento tariffario.
2. Obiettivi della revisione;
Revisione dell' intero insieme di variabili sulle quali è stato impostato il piano d’ambito originario.
Il primo stadio, riallineamento dei costi ai valori effettivi, previa verifica della loro congruità, nonché la correzione del valore dei volumi erogati.
Il secondo stadio valutare con maggiore dettaglio gli investimenti , gli obiettivi , modifiche al modello gestionale.
3. I prossimi passi.
Genericamente, si prevede che: <<Il secondo stadio della revisione, come si è detto, ha in primo luogo l’obiettivo di verificare in modo puntuale alcuni degli elementi che sono stati assunti alla base della revisione>>
il secondo stadio ha l’obiettivo di aggiornare il piano d’ambito sotto il profilo degli obiettivi da raggiungere e degli investimenti da effettuare, valutare la congruità dell’attuale modello gestionale rispetto al raggiungimento di questi obiettivi.
Aato definisce l’ultimo atto del procedimento, senza definire gli atti e gli elementi necessari, contro ogni buona norma non definisce conseguenze e proiezioni chiare quanto agli effetti economici e finanziari.
Recita l’art. 149 del d.lgs n. 152/2006; in base a tale disposizione, “1. […] Il piano d'ambito è costituito dai seguenti atti:a) ricognizione delle infrastrutture; b) programma degli interventi; c) modello gestionale ed organizzativo; d) piano economico finanziario.
Il piano economico finanziario, prevede, con cadenza annuale, l'andamento dei costi dì gestione e dì investimento al netto di eventuali finanziamenti pubblici a fondo perduto. Esso è integrato dalla previsione annuale dei proventi da tariffa, estesa a tutto il periodo di affidamento. Il piano, così come redatto, dovrà garantire il raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario e, in ogni caso, il rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità della gestione, anche in relazione agli investimenti programmati.
Analizzando le principali categorie di costo - spiccano i costi per il personale passati da 44,30 Mln/€ nel 2007 a 56,44 Mln/€ nel 2011: oltre 12Mln/€ in più.
Nello stesso periodo il personale è passato da 1127 a 1459 dipendenti, con un aumento di 332 unità. Il dato potrebbe apparire non eccessivo, ma va osservato con un’analisi più approfondita:
- dei 1127 dipendenti a seguito della fusione all’01.01.2006, 784 rappresentavano personale a tempo indeterminato e 343 personale a contratto;
- tra il 2006 ed il 2010 circa 255 unità di personale ex – ESAF a tempo indeterminato ha esercitato il diritto di opzione previsto dalla L.R. 10/2005 ed è rientrato nell’apparato regionale;
- il benchmarking del Piano d’Ambito prevedeva un dimensionamento di personale che andava da un minimo di 1000 unità ad un massimo di 1400.
Quanto sopra chiarisce che dal 2006 ad oggi Abbanoa ha reclutato circa 930 nuove unità lavorative e in aggiunta ai lavoratori interinali, portando l’organico a superare il valore massimo del contingente previsto dal Piano d’Ambito.
Considerata la contrazione del volume venduto rispetto a quanto previsto dal P.d.A, si fa notare che il contingente ad oggi avrebbe dovuto ragionevolmente non superare le 1200 unità, mentre il personale, compresi gli interinali oggi si avvicina più a 1600 lavoratori (tra tempo indeterminato e tempo determinato). Non risulta sia mai stato fatto un concorso per assumere il personale.
Il personale previsto dal piano d'ambito era 1390 persone, dato superato da ABBANOA che, però, ha anche tutti gli impianti di depurazione affidati a gestione esterna mediante appalti .
La Regione Autonoma della Sardegna ha impegnato ingenti risorse nell’azione di sostegno di Abbanoa per complessivi 184 Mln/€ ripartiti in :
42 Mln/€ per il fondo di garanzia (fondi L.R. 12/2011),
14 Mln/€ per la capitalizzazione nel 2011 (fondi L.R. 12/2011) ed ulteriori 45 Mln/€ nel 2012,
55 Mln/€ nel 2013, 28 Mln/€ nel 2014, (fondi L.R. 6/2012) e bilancio pluriennale 2012-2014 (tutte risorse ancora da erogare in quanto ricomprese nel piano di ristrutturazione in discussione alla CE).
La RAS ha già stanziato per l’attività di sostegno di ABBANOA diversi contributi straordinari per un totale già erogato di 75 Mln/€.
L’azione di riordino del servizio idrico integrato, avviata per superare la frammentazione di competenze tra i precedenti gestori, garantire una tariffa unica e solidale, garantire migliori livelli di servizio e sempre più elevati standard di qualità, ha portato invece a corrispondere unicamente tariffe più alte ricevendo in cambio servizi e trattamenti in continuo netto decadimento. All’aumento delle tariffe, peraltro in linea con i criteri guida della riforma, non è finora corrisposto un servizio rispondente alle esigenze dei consumatori sotto il profilo dei rapporti con l’utenza, dei tempi di attesa per i servizi essenziali, della procedura di lettura sul campo ed invio delle fatture per la bollettazione dei servizi idrici, dei tempi di risposta alle istanze presentate dai comuni e dagli utenti.
Dopo 9 anni in realtà non è ancora chiaro quale sia la base dati certa su cui si stanno calcolando i consumi e quale sia quella ancora incompleta; è chiara l’importanza dal momento che il mancato pagamento del creditore conosciuto innesca una procedura di recupero di cui è ben definito l’avvio e la conclusione.
Continua a non essere chiaro in quali comuni si sono completate le attività di verifica della misura, introducendone l’elencazione, il numero di utenze e la loro tipologia, i consumi ed i relativi ricavi ed il numero di letture in campo e in quali comuni si sta ancora valutando il consumo sulla base di stime ed in che tempi si riuscirà a procedere alla conturazione sulla base di misure effettive.
Si è dichiarato, per esempio, di aver già fatto una indagine dettagliata per ricostruire le utenze del comune di Quartu S.E. ma di fatto la fatturazione è ferma per numerose utenze da oltre cinque anni (sono numerosi gli utenti che vorrebbero pagare il servizio ma non riescono a farlo per inefficienza della società).
La mole di credito vantata fa sorgere più di una perplessità e sarebbe opportuno che venisse certificata, ma non risulta che tale attività sia mai stata portata a compimento da parte della società.
Anche il sistema informatico rappresenta una costante nei bilanci e nei piani industriali della società e il problema sembra non aver trovato ancora soluzione.
Nella relazione del bilancio consuntivo 2008 viene data come completata ... Nella relazione di accompagnamento al bilancio consuntivo 2011 non si accenna al completamento dell’attività, che, a parte il modesto avanzamento riscontrato nel 2010, si è interrotta nel 2007.
Nel piano di ristrutturazione inoltre continuano ad essere presentate problematiche nel sistema informativo aziendale, tuttora esistenti, riguardanti “Banche dati disorganiche….; Sicurezza….; Connettività inadeguata……; Obsolescenza tecnologica……;, Mancanza di standard…….; Alta Frammentazione del portafoglio applicativo……….;Scarsa Integrazione……….”, di cui effettivamente i precedenti bilanci non davano contezza.
Per quanto attiene al nuovo sistema informativo aziendale ERP si rappresenta che dal 2011 sarà «possibile avviare la fase finale di consolidamento con la gara per il nuovo ERP e l’acquisto e/o autoproduzione di tutti i software necessari per la gestione del ciclo idrico integrato» e che «presumibilmente il processo di consolidamento e fusione si concluderà nel 2012 di un sistema informativo unificato moderno». Ad oggi non risulta che il nuovo ERP sia stato varato.
La c.d. “Ricognizione delle infrastrutture” è un’altra criticità risolta solo in parte, per cui è difficile attivare la revisione straordinaria del Piano d’Ambito che, ai sensi anche di quanto prescritto dalla CONVIRI (commissione vigilanza sulle risorse idriche oggi soppressa), si sarebbe dovuto completare entro il 2012.
Dai dati forniti da ABBANOA risulta che la attuale situazione del servizio idrico è leggermente peggiorata rispetto a quella descritta dal piano d'ambito con 120 milioni di metri cubi venduti (così dice ABBANOA) a fronte di 300 milioni di metri cubi lavorati.
E’ inoltre minima, non supera il 18%, la quota di interventi attuati. Queste realizzazioni, finanziate con i fondi pubblici messi a disposizione a vario titolo dalla RAS, per oltre 542 M€, tra il 2004, 2005 e 2006, erano strategiche in quanto finalizzate al contenimento ed al recupero delle ingenti perdite delle reti idriche che generano deficit finanziari per mancata vendita del bene e dei servizi per i quali sono stati invece sostenuti i costi di produzione per acquisto, potabilizzazione, adduzione e che avrebbe potuto dare effetti positivi sin dai primi anni di vita della società.
La gestione degli investimenti pubblici è stata paralizzata dall'insussistenza di uffici attrezzati a seguirli. L’ufficio ingegneria è stato soppresso e depauperato di tutte le professionalità. L’ufficio appalti comprende pochi impiegati in rapporto all’ingente carico di lavoro che devono sostenere.
La gestione del personale è oggetto di frequenti riorganizzazioni destabilizzanti, prive di regole, con avanzamenti e attribuzioni di ruoli di responsabilità fatti con criteri non trasparenti. L'organizzazione in generale è a compartimenti stagni con accentramento del potere decisionale e con esautoramento sia degli uffici periferici sia della dirigenza.
I processi organizzativi, a distanza di otto anni, sono risultati inidonei a garantire risposte pronte in grado di affrontare efficacemente i problemi con tempistiche compatibili alle esigenze di un'impresa di moderna concezione.
se l'AATO ha notevoli responsabilità ABBANOA non è certamente vittima, essendo entrambe, in definitiva, facce diverse della stessa realtà: entità di cui si distinguono fittiziamente i ruoli ma delle quali è difficile scindere provenienze, appartenenze e responsabilità.
Siamo, con le logiche illustrate, al buco di 800 milioni di euro e all'intervento della Guardia di Finanza:
http://www.castedduonline.it/blitz-finanza-uffici-abbanoa-sequestrati- tutti-bilanci
All'interrogazione parlamentare M5S del MoVimento:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=700066
Quadro Normativo
Approfondimento Normativo riguardo alle risorse idriche
NORMATIVA NAZIONALE
LEGGE 5 gennaio 1994, n. 36 nota come Legge "Galli" in recepimento della normativa europea "Disposizioni in materia di risorse idriche"
http://www.ambientediritto.it/Legislazione/ACQUA/Legge%2094%20n.36.htm
Tariffazione di riferimento del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio secondo il metodo Normalizzato
http://www.ors.regione.lombardia.it/resources/pagina/N120392e249da6a2c13a/N120392e249da6a2c13a/D.M.2001-08-1996.pdf
Normativa Regionale
Istituzione ATO e Servizio Idrico Integrato
http://www.regione.sardegna.it/j/v/86?v=9&c=72&s=1&file=1997029
Nuova Convenzione ATO Sardegna Abbanoa S.p.A del 22/02/2012
http://www.ato.sardegna.it/index.php?submenu=58
Creazione Autorità d'Ambito e approvazione del piano d'Ambito
Ordinanza del Commissario Governativo per l’emergenza idrica in Sardegna n. 321 del 30
settembre 2002
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2003/40/14.htm
Tempi massimi di attuazione delle procedure dell'Autorità d'Ambito e del Piano d'Ambito
Ordinanza del Commissario Governativo per l’emergenza idrica in Sardegna n. 322 del 30
settembre 2002
PDF on line reperibile con Google
Ordinanza del Commissario Governativo per l’emergenza idrica in Sardegna n. 335 del 31
dicembre 2002 di Affidamento del Servizio Idrico Integrato Ambito Territoriale Ottimale Regione Sardegna –Approvazione Convenzione Tipo e relativo Disciplinare tecnico di cui all’art.
14 della legge regionale n. 29, del 17.10.1997
http://www.normativaitaliana.it/nazionale/C%2031-12- 2002%20n.335.asp
Disciplinare tecnico tra ATO e Gestore
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_13_20050718122754.pdf
Piano d'ambito
Piano d'Ambito indice
http://www.ato.sardegna.it/index.php?submenu=9
Piano d'Ambito Elaborati
http://www.ato.sardegna.it/index.php?submenu=40
Statuto Autorità d'Ambito della Sardegna
http://www.ato.sardegna.it/index.php?submenu=12
Requisiti della soluzione
Si devono considerare provvedimenti d'intervento importanti che richiedono investimenti e provvedimenti per centinaia di milioni di Euro, con una necessaria riorganizzazione di tutto l'ambito dell'azienda di gestione e soprattutto occorre ripensare L'ATO, l'autorità di Vigilanza della gestione del Sistema Idrico Integrato, dato che piu' che vigilare pare la fonte, in termini di omessa vigilanza, a sua insaputa dei problemi di gestione per l'ingerenza partitica sul managementnella gestione Abbanoa. Intervenire in questo senso comporta scelte anche non popolari e che comunque devono essere assimilate dall'opinione pubblica. Il mettere mano ad Abbanoa S.p.A. e all'Autorità d'Ambito Teritoriale Ottimale della Sardegna è penso uno dei compiti piu' difficili per un buon Manager Pubblico, proprio per i pesanti NO da dover conferire a chi non è uso a sentirseli dire.
E' necessario creare tavoli di lavoro con anche personale di Abbanoa che conosca i problemi intimamente ed insieme al movimento scrivere la proposta d'intervento operativa su basi solide anche giuridiche.
Tavolo di Lavoro Abbanoa & ATO
Insieme al presente pacchetto proposte sarà attivato un tavolo di lavoro Abbanoa & ATO , nell'idea di postare nella presente proposta un documento piu' leggero e leggibile piu' agilmente dal generico votatore/commentatore, anche perchè la presente, se pur completa di approfondimenti, risulta alquanto impegnativa.
Nel tavolo saranno contenuti i redattori già presenti nella proposta.
Si allega il testo per ricercare altri coredattori in ambito regionale.
Cercasi attivisti coredattori del tavolo di lavoro Abbanoa & ATO. Sono particolarmente necessari, anche solo per puntuali consulenze legali e tecniche, avvocati e tecnici perchè le conclusioni da presentare in votazione siano praticabili non solo concettualmente, ma legalmente e tecnicamente.
Se state dall'altra parte della Sardegna non preoccupatevi, perchè è possibile cooperare aggiornando una comune redazione in tempo reale on-line, associando links e riferimenti normativi.
Tavolo di Lavoro Abbanoa & ATO
Insieme al presente pacchetto proposte sarà attivato un tavolo di lavoro Abbanoa & ATO , nell'idea di postare nella presente proposta un documento piu' leggero e leggibile piu' agilmente dal generico votatore/commentatore, anche perchè la presente, se pur completa di approfondimenti, risulta alquanto impegnativa.
Nel tavolo saranno contenuti i redattori già presenti nella proposta.
Si allega il testo per ricercare altri coredattori in ambito regionale.
Cercasi attivisti coredattori del tavolo di lavoro Abbanoa & ATO. Sono particolarmente necessari, anche solo per puntuali consulenze legali e tecniche, avvocati e tecnici perchè le conclusioni da presentare in votazione siano praticabili non solo concettualmente, ma legalmente e tecnicamente.
Se state dall'altra parte della Sardegna non preoccupatevi, perchè è possibile cooperare aggiornando una comune redazione in tempo reale on-line, associando links e riferimenti normativi.
Pacchetto Soluzioni 1
Descrizione della soluzione
Si propongono una serie di provvedimenti allo scopo di analizzare e affrontare il problema in una visione complessiva.
Si propone di:
Cambiare il nome alla società tramite pubbliche elezioni on line.
Convertire la S.p.A. con soci pubblici in una società di diritto pubblico con quote pubbliche e soci le controparti pubbliche.
La società si occupi di distribuire la risorsa acqua ad utili zero, nell'ottica di fornire un servizio pubblico come da referendum sull'acqua del 2011. Rimozione dell'attuale management e direttori dei settori tecnici, con personale eletto direttamente dagli utenti per 5 anni, con la metodologia un contatore un voto: decreterebbe la fine delle precettazioni e cooptazioni politiche.
Altrettanto per l'Autorità di vigilanza ATO Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale della Sardegna, incredibilmente commissariata dal 2008, che invece che da uno, si vorrebbe controllata, come previsto già dal normatore, secondo basi democratiche. Dato che, nello statuto ATO era già previsto che l'assemblea avente capacità di voto fosse composta da sindaci o loro delegati, si propone che questi delegati siano obbligatoriamente scelti tra i cittadini, con elezioni on line, tramite la modifica
della Legge Regionale (17 ottobre 1997, n. 29
Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della Legge 5 gennaio 1994, n. 36 Articolo 4) in cui si definisce l'Assemblea ATO.
Il cittadino utente on-line si puo' leggere le bollette e contestualmente si vota suoi delegati in ATO e Abbanoa. Trasparenza e partecipazione. E tante denuncie.
Ri-mansionamenti del surplus in forza all'azienda anche in compiti ed uffici esterni ad Abbanoa, dopo corsi riqualificanti, piuttosto che turnazioni part-time atte a non lasciare nessuno indietro, sul modello tedesco approvato li anche dai sindacati.
Fissare il tetto massimo di 6 volte tra gli stipendi del top management rispetto al minore livello retributivo aziendale.
Ripensare o pensare finalmente il piano industriale dei Servizi Idrici Integrati, con un Piano D'Ambito aggiornato ed un piano finanziario e di rientro dal debito, a lungo termine pluriannuale e basato sulle metodologie di pianificazione e controllo previste dal normatore europeo PCM Project Cicle Management, con il controllo in retroazione dei parametri di sistema.
Reclutare il migliore management sul mercato non solo sardi ma anche stranieri se validi.
Vigilare effettivamente sulla qualità del servizio offerto agli utenti e vincolarli agli stipendi del management: es tempo medio di esecuzione dei reclami piuttosto che gli altri parametri di qualità, vincolati agli stipendi del management)
Obbligo di pubblicazione on line di tutti i documenti aziendali, in modo che ogni cittadino possa controllare senza problemi di accesso agli atti.
Bolletta comprensibile da campioni di 95% dei ragazzi di 12 anni, prendendo i ragazzini, in campione statistico adeguato e invitandoli a capire la bolletta. Se 95 su cento la comprendono, il modulo lo si dichiara semplice. Per il servizio fornito dai ragazzi, li si ricompensa con materiali scolastici extra e visite guidate presso gli impianti.
Istituire la giornata del cittadino, giorno in cui i cittadini possono entrare nei loro impianti e fare una visita.
Rateizzazioni proporzionate agli stipendi dei comuni lavoratori, non intera cifra/6 rate senza ISEE.
Alla chiusura dell'utenza, asportazione fisica del contatore come nel gas.
Eseguire piu' analisi quotidiane della qualità delle acque e confrontarle con quelle delle acque in bottiglia in vendita, in modo da incentivare il consumo delle acque non imbottigliate per i benifici ambientali ed economici.
Pubblicazione delle analisi delle acque multicanale, tramite il sito regionale, il sito della società distributrice dell'acqua.
Pubblicazione on-line delle bollette tutte anche quelle non pagate da comunità ed enti pubblici quali es caserme aeroporti scuole etc..
Investire in tecnologia e nella sostituzione delle condotte "colabrodo", reinvestendo quote minime fisse (es:10%) del flusso di cassa del fatturato.migliorare ed incentivare il sistema di depurazione che determinerebbero, oltre ad un riutilizzo dell'acqua per l'irrigazione, una migliore qualità delle acque alle foci dei fiumi e dei canali, con risvolti positivi per l'attività di acquacoltura ed ittiturismo.
Verifica della presenza effettiva della depurazione in tutti i comuni, in quanto in alcuni si segnala che in bolletta si richiede in costo di una depurazione che non viene in pratica effettuata, con un'aggravio dei costi, oltre che il non rispetto della legislazione sull'igene pubblica.
Aprire Abbanoa e l'ATO alle scuole superiori e alle università con stages e parternariati, anche a progetti volti ad esprimere il meglio in quanto a tecnologie ed economie verdi, non solo che in termini di management economico-gestionale e tecnico.
Dato che è stato destrutturato per esternalizzare i servizi, ricollocare un adeguato ufficio di ingegneria competente in termini di ingegneria idraulica, meccanica e telecontrollo di consumi e azionamenti, con adeguati parternariati con le università prevalentemente ma non solo sarde.
Istituire un reparto di ricerca e sviluppo che si occupi di verificare non solo le nuove tecnologie ma anche gli altri che fanno: un esempio gli isdraeliani che hanno coltivato il deserto:
http://itrade.gov.il/italy/?p=901
Conversione della rete idrica da un conteggio stupido presunto all'implementazione delle smart grids, con lettura dei contatori tramite telelettura aerea per l'intera regione per una fatturazione reale e non presunta, maggiore controllo sui consumi, perdite e malfunzionamenti degli impianti
Possibilità di creare del lavoro per una azienda che venda sistemi di telemetering aereo con un potenziale mercato mondiale relativo a zone scoperte da rete wi-fi.
Possibilità di creare lavoro di ricerca e sviluppo per gruppi di ricerca che implementino un mini- laboratorio di elettronica, volto alla ricerca e sviluppo e ottimizzazione del sistema di telemisurazione aerea.
Video Esplicativo:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=dxKC-b2dzzc
Tempistiche
Si parla di anni per mettere mano al passivo e riorganizzare l'azienda e l'Autorità d'Ambito.
A parte il reperimento dei fondi, l'ostacolo maggiore è costituito dalla dipendenza dalla politica del management.
Nelle migliori condizioni economiche e di libertà di azione 3 anni.
Si considera una tempistica piu' a lungo termine per i piani finanziari di rientro dal debito e purtroppo non si puo' indicare una tempistica neanche approssimativa in quanto i documenti aziendali ATO e Abbanoa sono attualmente sotto inchiesta della Magistratura e si considerano ad oggi inaffidabili.
Soggetto attuatore e verifica
Come indicato nella soluzione, l'elezione diretta ogni 5 anni del management dagli utenti con la logica 1 contatore 1 voto sia per Abbanoa che ATO.
Pubblicazione on-line di tutta la documentazione aziendale Abbanoa e ATO, con verifica diretta degli utenti del servizio.
L'ATO è secondo il legislatore proprio l'Autorità atta alla vigilanza sulla gestione Abbanoa ma non solo, rappresenta l'Autorità di programmazione, di pianificazione, di controllo, di verifica sul Sistema Idrico Integrato della Sardegna, secondo quanto previsto dal legislatore europeo e nazionale.
Risorse necessarie e loro reperimento
Autofinanziamento tramite emissioni obbligazionarie sottoscivibili dagli utenti, secondo quanto previsto dalla LEGGE (del 5 gennaio 1994, n. 36 nota come Legge "Galli" in recepimento della normativa europea "Disposizioni in materia di risorse idriche"
Art. 23
Partecipazione, garanzia e informazione degli utenti
1. Le società miste e le società concessionarie del servizio idrico integrato possono emettere prestiti obbligazionari sottoscrivibili esclusivamente dagli utenti con facoltà di conversione in azioni semplici o di risparmio. Nel caso di aumento del capitale sociale, una quota non inferiore al 10 per cento è offerta in sottoscrizione agli utenti del servizio.)
Allentamento e rinegoziazione del patto di stabilità a livello nazionale e/o finanziamenti multicanale.
Ricerca responsabilità politiche e istituzione di un fondo legale per eseguire cause risarcitorie verso le malegestioni passate del management e della politica passati.
Progetto di mini-ricerca di telelettura-aerea in concerto con l'università per la prototipazione e l'engineering della tecnologia.
Creazione di una società di vendita e di sviluppo della tecnologia di telemisura sul mercato mondiale per le società idriche e gas che operano in zone scoperte da reti Wi-Fi
Aspetti etici, ambientali, sociali
Dai referendum sull'acqua, vinti con il 96%:
l’acqua è un bene pubblico e di tutti e non può essere affidato e gestito da un privato
sull’acqua non si devono fare profitti e che deve essere amministrata in base a criteri di equità e giustizia sociale e non subordinata alle logiche del mercato
La malagestione di Abbanoa
La malagestione di Abbanoa e la malavigilanza dell'ATO sono eticamente non rispettosi della cittadinanza nella quale operano inquanto generatori di debiti oltre gli 800 milioni di euro.
Servizio deve essere fornito a costi, modi tempi accettabili.
La bolletta deve essere semplice.
La società idrica deve funzionare per la fornitura dell'acqua risorsa pubblica con efficenza.
Le inefficenze dei servizi primari quali l'acqua pesano maggiormante sui poveri, fragili e le fasce di popolazione che deve essere maggiormente tutelata.
La fitodepurazione genera delle aree umide consentendo la vita di specie animali alle quali queste aree sono state negate
Documentazione
Possiedo una presentazione Powerpoint del filmato YouTube che non posso caricare qui' La posso inviare su richiesta alla mail: igorazara@gmail.com
Link sul portale Abbanoa:
http://www.abbanoa.it/AbbanoaPortale/it/area_soci.wp
L'interrogazione Parlamentare al senato M5S:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=700066
Pro
SCRIVI E VISUALIZZA CONTRIBUTI (0/0)
La Sardegna si merita un Servizio Idrico Integrato a 5 Stelle, in cui oltre a pompare il sistema Sardegna, si esprima il meglio di cio' che possiamo esprimere. Si potrebbe tra l'altro, sviluppare una tecnologia vendibile nel telemetering sul mercato mondiale delle società idriche e gas, con territori scoperti da reti Wi-Fi. Creazione di posti di lavoro e di un'industria intelligente, atta al miglioramento della qualità della vita piuttosto che quella di trasformazione primaria generatrice di malattie, inquinamento ed energivora.
Contro
SCRIVI E VISUALIZZA CONTRIBUTI (0/0)
Il permanere della situazione attuale seguita dal fallimento della Abbanoa S.p.A perchè trattattata negli anni alla stregua di una pignatta, che piu' la si batte piu' scendono i danari, ricordo 800 milioni di buco, con la Guardia di Finanza a girella tra ATO e Abbanoa a sequestrare i libri contabili. Una brutta storia italiana su cui stendere un velo pietoso.
Di la tua! Proponi delle modifiche al testo e aiuta l'autore a migliorare la proposta
Caratteri disponibili: 2000
http://www.airesis.it/groups/678-movimento-cinque-stelle-in-sardegna/proposals/2093- riorganizzareabbanoa-l-azienda-regionale-sarda-di-gestione-della-risorsa- idrica
CONTRIBUTI:
Ordinamento intelligente | Più recenti | Più valutati
cerca di strutturare meglio la proposta nelle singole sezioni, in modo tale da poter dare contributi mirati e puntuali
Inserito il 30/07/2013 21:48 da Embina Cosa ne pensi?
Embrina il problema è che spezzettandolo si perde la visione d'insieme.Per contributi mirati, indica il paragrafo al quale ti riferisci.
Inserito il 30/07/2013 22:40 da Miliama
Si possono aggiungere commenti in tutte le proposte o alcune sono bloccate? non capisco se sto sbagliando qualcosa...
Inserito il 02/08/2013 10:19 da Aggio Cosa ne pensi?
i commenti li puoi mettere anche nei paragrafi singoli e se desideri puoi chiedermi di essere correlatore per attivare soluzioni concorrenti
Inserito il 06/08/2013 00:07 da Miliama
cosa significa pubbliche elezioni on line per cambiare il nome???? chi è che puo' votare??? con quale diritto si decide chi far votare?
2) Attualmente Abbanoa è una Spa con soci pubblici (I comuni), che sarebbero dovuti essere i fruitori del servizio e come soci sovraintendere alla gestione. Il modello non è da buttare c'e' da modificare solo il controllo della gestione amministrativa. Altrimenti mi dovresti spiegare come funzionerebbe la tua società di diritto pubblico
3) In qualsiasi società non possono essere gli utenti a nominare il managemnent, ma solo gli azionisti o il consiglio di amministrazione sempre nominato dagli azionisti, dovresti allora cambiare anche alcuni nozioni di diritto commerciale
Inserito il 31/07/2013 12:25 da Sta Cosa ne pensi?
Mostra tutti i 7 commenti...
Vero.
E se non sbaglio, esiste sotto forma di coop la possibilità di Azionariato diffuso a tutti gli utenti.
Magari potrebbe essere oggetto di studio.
Inserito il 31/07/2013 12:38 da Iddimo
Sai in genere come vanno a finire gli azionariati diffusi??? Devi sempre nominare la struttura management o consiglio di amministrazione. Se per caso la gestione dovesse andare male (e data la rete idrica sarda lo sarà sicuramente) gli utenti azionisti oltre a dover pagare l'acqua pagheranno anche le perdite della gestione amministrativa
Inserito il 31/07/2013 12:43 da Sta
Si puo' trovare una forma rispettosa delle norme di diritto per cui o i cittadini sardi che abitano nei comuni proprietari delle quote o gli utilizzatori del servizio o intestatari dei contratti si scelgono il management? L'idea è di scippare questo diritto ai partiti politici che con logiche spartitorie paralegali lo fanno.Dato che conosci il diritto commerciale, Sta come possiamo fare?
Inserito il 01/08/2013 16:29 da Miliama
Rimaniamo con i piedi per terra... Avete minimamente idea di cosa possa significare una operazione del genere con l'attribuzione di azioni ad ogni singolo utente in ragione delle bollette pagate? Improponibile perché già si stanno escludendo quelle persone che non hanno dimistichezza o vuoi per mille ragioni, pigrizia, ignoranza età avanzata o altro non si occuperebbero di questa vicenda. Il risultato sarebbe quello di perdere tanti soldi per una procedura di impossibile attuazione!
Inserito il 25/08/2013 17:24 da Alva
D'accordo con Alva. Propongo di rimanere nell'ambito delle soluzioni possibili ovvero immediatamente perseguibili. Credo invece in un azione fatta di pochi passi ma concreti e mirati alle criticità. Il “colpo di spugna” totale oltre che difficilmente attuabile e/o oltre modo oneroso, istruito con soluzioni NON praticamente perseguibili, potrebbe rivelarsi controproducente e poco credibile per i cittadini al voto.
Inserito il 11/09/2013 17:39 da Bontutild
aggiungerei un paragrafo nel quale si dia incarico all'ente gestore anche di rinnovare la rete con interventi al di là della gestione ordinaria e delle riparazioni di emergenza. il 10% del fatturato annuo va utilizzato per rinnovare la rete.
Inserito il 31/07/2013 02:05 da Ezefillan Cosa ne pensi?
Dimentichiamo un aspetto fondamentale della "vicenda acqua"...
Le infrastrutture sono precarie, le condutture per la maggior parte sono vecchie di oltre 40 anni, ergo.. tubature in ferro dunque corrose e sottodimensionate rispetto al fabbisogno ed alle portate che devono sopportare per poter servire delle zone di paesi e città che quando sono state installate non erano esistenti.
Inoltre è evidente che l'aver demandato ad Abbanoa sottraendo ai comuni la gestione del proprio bacino d'utenza non ha fatto altro che accrescere la fame, o meglio la sete di denaro degli enti, di fatto penalizzando il servizio reso e per il quale vengono pretese somme di non poco conto.
Inserito il 01/08/2013 18:16 da Alva
Molte tubazioni di adduzione idrica realizzate negli anni '60 sono in cemento amianto, con tutti i problemi legati alle riparazioni dove gli spezzoni di tubo vengono tagliati con lo smeriglio e sostituiti con manicotti di altro materiale. Gli esperti asseriscono che con il passaggio dell'acqua le fibre di amianto non si "disperdono" dobbiamo crederci?
Inserito il 02/08/2013 08:12 da Adeliorim
Non so de dobbiamo crederci o meno, so solo che quando è stato riparato il tubo gli operatori sembravano usciti dal film Outbreak (tuta bianca, maschera, guanti). Non credo avevano voglia di una sauna peraltro in estate. Non sono molto fiducioso, ma l'acqua da noi non è in ogni caso potabile quindi.... Molte volte siamo contenti che non ci prendiamo qualcosa facendoci la doccia.
Mi piacerebbe proprio sapere invece come si crede di poter rinnovare tutte le parti della rete che sono "fatiscenti". E se il nostro esperto che ringrazio per gli interventi è al corrente di studi che indichino gli investimenti da preventivare proprio in questo settore. Da un punto di vista dello sviluppo economico nel settore turistico la questione dell'acqua non è marginale. Il dover razionare l'acqua a inquilini delle case in affitto o turisti negli alberghi è quantomeno imbarazzante.
Inserito il 12/09/2013 14:48 da Eldo
Inizierei con ancorare i compensi degli amministratori ai risultati di gestione e al trattamento dei reclami degli utenti.
Inserito il 30/07/2013 21:33 da Cillauril Cosa ne pensi?
Questo inverno ho assistito ad una riunione dipendenti Abbanoa S.p.A. e sono terrorizzati di perdere il posto per fallimento, figurati se non accetterebbero.Chi ha che fare con i reclami e depresso dai tempi tecnici di esecuzione tecnici anni e dai tempi della giustizia ordinaria, altri anni.
Inserito il 30/07/2013 22:38 da Miliama
Con trattamento dei reclami intendo quello interno fatto sul serio. Eventualmente come "incentivo" a non trascurare il cittadino si potrebbe prevedere che i soci pubblici possano intervenire per sanzionare quando l'utente non riceve risposte entro 15 giorni.
Inserito il 01/08/2013 01:12 da Cillauril
Ho implementato il consiglio
Inserito il 06/08/2013 23:10 da Miliama
Dovremo studiare come è gestita l'acqua in Israele hanno il sistema più efficiente del mondo http://itrade.gov.il/italy/?p=901
Inserito il 30/07/2013 21:46 da Fino Cosa ne pensi?
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hanno anche quasi prosciugato il mar morto. è un'agricoltura molto spinta l'agricoltura israeliana con altri presupposti rispetto alla nostra ad ogni modo c'è molto da imparare
Inserito il 31/07/2013 02:07 da Ezefillan
Ho Implementato il consiglio
Inserito il 06/08/2013 23:11 da Miliama
Aggiungerei anche l'obbligo di sottoporsi a concorso pubblico per tutto il personale già assunto in maniera ambigua, poco trasparente, a chiamata diretta, per raccomandazione ecc., e in caso di non superamento delle prove concorsuali, l'immediato licenziamento. Ovviamente la commissione dovrà essere esterna e nominata da soggetti terzi alla gestione e al coordinamento di Abbanoa. Non è giusto che per fare il "semplice" collaboratore amministrativo di un piccolo comune si debba superare un concorso pubblico rigorissimo, mentre questo Ente è ampiamente farcito e rimpizzato di personale che si trova la in maniera pressochè inpiegabile...onore al merito!!
Inserito il 12/08/2013 12:22 da Olanino
Ottimo lo spunto sulla gestione dell’acqua in Israele perché punta ad obiettivi di efficacia ed efficienza assolutamente raggiungibili attraverso programmi di spesa oculati. La prima cosa secondo me da fare è controllare le voci di spesa del bilancio attuale con l’obiettivo di minimizzare i costi (energia in primis) e tagliare i capitoli non totalmente orientati alla riduzione delle perdite della rete (prima causa di inefficacia) e all’ottimizzazione della produzione (potabile e depurativa). Il management attuale è troppo dipendente dagli obiettivi della politica che divergono da quelli elencati. I manager della prossima Abbanoa de dovrebbero essere coltivati all’interno e formati appositamente sul settore sfruttando le esperienze di altri paesi (vedi lo studio fatto da Grillo per le proposte energetiche del programma nazionale.
Inserito il 12/09/2013 09:21 da Bontutild
Relativamente alla proposta di “obbligo di sottoporsi a concorso pubblico per tutto il personale già assunto” ci sono due punti fondamentali che sono stati trascurati. Il primo riguarda la legittimità delle assunzioni dirette. Mi risulta che Abbanoa nasce come spa e come tale si è comportata rispondendo alle regole dettate dal codice civile. Questo comportava e comporta tutt'ora per le aziende private di poter assumere chi il datore di lavoro ritenesse più opportuno anche senza selezioni. Di fatto Abbanoa non ha fatto altro che assumere direttamente solo i precari ereditati dagli altri gestori (secondo quanto proposto da Soru in assemblea dei soci e votato dagli altri soci) e assumere con selezioni gli altri. Con la Legge 133/2008, in materia di assunzioni, Abbanoa è stata parificata agli enti pubblici e quindi assume SOLO attraverso concorso/selezione pubblica. Il secondo punto riguarda l’aspetto giuridico della proposta fatta. Con ciascun dipendente esiste un contratto più che valevole, quindi con tutti gli elementi obbligatori ed essenziali, che non può essere rescisso se non per inadempienza da parte di una delle due parti (licenziamento per giusta causa, dimissioni ecc.). Di fatto è impossibile ed illegittimo sottoporre i dipendenti ad una selezione ex post (che non è prevista dalla Norma quindi impossibile da configurare) che preveda addirittura il licenziamento. Ammesso anche la praticabilità della proposta, ci sarebbero due, secondo me, gravissimi, effetti collaterali: extra costi dovuti alla gestione delle conseguenti cause di lavoro e aumento della disoccupazione. Mi pare che bastino solo questi ultimi due punti per ragionare meglio sul tema.
Inserito il 12/09/2013 09:21 da Bontutild
inoltre una previsione specifica per cui ogni utente deve avere il proprio contatore. molti si lamentano che se in un condominio uno non paga poi chiudono l'acqua a tutto il condominio. per via amministrativa, dopo alcune sentenze, l'ente lo sta già facendo ma in una legge di riorganizzazione si può inserire direttamente per via legislativa.
Inserito il 31/07/2013 02:09 da Ezefillan Cosa ne pensi?
Si possono chiudere le utenze condominiali e sostituirle con contatori monoutente per redimere queste cause
Inserito il 01/08/2013 16:30 da Miliama
Questo dipende dal condominio e dalla gestione interna, perché se in un palazzo abbiamo appartamenti con 5 persone di sicuro i consumi differiranno da quegli appartamenti in cui vive una sola persona e magari anziana...
Inserito il 25/08/2013 17:26 da Alva
Abbanoa ha già istituito un servizio di riparto dei consumi indirizzato proprio a questa tipologia di problema (http://www.abbanoa.it/AbbanoaPortale/it/newsview.wp?contentId=NEW6522). Forse però per istituirlo il condominio dovrebbe prima risolvere le morosità (se esistenti) e quindi “costringere” i morosi condominiali a pagare le quote in arretrato. Non mi sembra per niente conveniente procedere “di punto in bianco” alla chiusura del contatore condominiale per installare altrettanti misuratori primo perché l’operazione ha un costo e secondo perché, in caso di morosità, chi dovrebbe pagare il debito?
Inserito il 11/09/2013 17:34 da Bontutild
Scusate ma nella soluzione proposta la maggior parte dei punti prevede nuovi oneri a carico della Regione. Mi chiedo se non sia il caso di prevedere un piano o una soluzione di lungo termine per ridurre l'indebitamento dell'Ente...
Inserito il 17/08/2013 18:00 da Maggio Cosa ne pensi?
Si, previa sostituzione del management, dati i brillanti risultati di gestione.Non solo, la riorganizzazione dell'ATO ad oggi commissariato dal 2008, ente responsabile tra le altre funzioni, del controllo di gestione.Lo si integra nella soluzione.
Inserito il 17/08/2013 18:13 da Miliama
La voto positivamente perché voglio che vada in votazione. Mi complimento per il lavoro, purtroppo non ho il tempo per leggerla e per dare dei suggerimenti mi riservo di farlo in VOTAZIONE.
Inserito il 16/08/2013 18:41 da Cansuccio Cosa ne pensi?
L'acqua è un bene primario, è un bene di tutti noi.
La Regione Sardegna dovrebbe gestire questa risorsa eliminando le s.p.a. che ad oggi gestivano l'acqua e facendo pagare il giusto prezzo a chi ne consuma. Per giusto prezzo intendo che debba ricoprire solo le spese di gestione, l'acqua è un bene che non deve dare profitto a chi la gestisce.
Inserito il 31/07/2013 18:24 da Alborizia Cosa ne pensi?
non utili ma servizio pubblico di distribuzione.
Inserito il 01/08/2013 16:31 da Miliama
Io credo che bisogna penalizzare chi consuma acqua in modo spropositato e fare sconti a chi ne consuma meno, elaborando una stima che tenga conto delle persone che vivono in una famiglia, della superficie della casa e della superficie giardino o cortile.
Inserito il 27/08/2013 20:55 da Nino
Il giusto prezzo deve partire però dalla minimizzazione dei costi. Le principali voci di spesa sono: personale ed energia elettrica. Per questo penso che sarebbe opportuno, oltre che vincolare i compensi più elevati (dirigenti) al raggiungimento di obiettivi precisi, prevedere l'utilizzo dei fondi messi a disposizione da RAS per infrastrutture, oltre che per migliorare le efficenze degli impianti, per dotare le enormi superfici occupate dagli impianti di sitemi di produzione di energia elettrica ad "impatto zero" (eolico e solare)
Inserito il 11/09/2013 15:29 da Bontutild
Non è chiaro come procedere per la costruzione della proposta.
Se tutti inseriamo commenti, tra poco non si capirà più nulla.
Scusate.
Inserito il 30/07/2013 21:55 da Iddimo Cosa ne pensi?
nel momento in cui si inserisce un commento bisogna cliccare su "nessun paragrafo specifico", si apre un menù a tendina dove potre scegliere la sezione adatta. http://i41.tinypic.com/2dag6s9.jpg Se non si clicca nulla, il commento va a finire qui sotto, come generale.
Inserito il 30/07/2013 22:06 da Gana
suddividendo la proposta nelle diverse sezioni, chi propone una modifica o un'integrazione punta con il menù a tendina alla singola sezione, cosicché il redattore abbia una visione più chiara degli interventi
Inserito il 30/07/2013 22:07 da Embina
Quindi poi è il redattore che provvede alle modifiche della proposta?
Inserito il 30/07/2013 22:10 da Iddimo
Penso di si!Credo che si possa essere piu' redattori.Al momento sono solo ma sono disponibile ad aprire un tavolo tecnico regionale anche on line con chi volesse contibuire.
Inserito il 30/07/2013 22:34 da Miliama
si può chiedere di partecipare come redattore cliccando sul pulsante posto sulla sinistra "voglio redigere la proposta". Sarà compito del redattore accettare la richiesta.
Inserito il 31/07/2013 00:08 da Gana
Una buona fetta del debito di abbanoa è stato creato dai mancati pagamenti del servizio da parte di alcune entità che hanno dei consumi elevatissimi,parliamo delle servitù e caserme dei vari corpi militari,le quali, da ora in avanti,qualunque sia la soluzione dovranno elargire la parte sulla base dei loro consumi,ed essendo non un piccolo condominio ,ma apparati dello stato di una certa grandezza sarebbe opportuno che gli stessi rendano pubbliche le loro bollette.
Inserito il 31/07/2013 17:58 da Niceliga Cosa ne pensi?
Notizia di oggi: http://www.castedduonline.it/blitz-finanza-uffici-abbanoa-sequestrati-tutti-bilanci
Inserito il 02/08/2013 00:53 da Iddimo
Ragazzi, stiamo attenti a quello che proponiamo, c'è il rischio che i cittadini si ritrovino ad acquistare DEBITO. Non si capisce che senso ha fare una società per azioni se poi si impone di non distribuire utile di impresa. A quel punto solo un ignorante investirebbe in qualcosa del genere. Attenzione, perchè si sta proponendo di ridistribuire i debiti alle famiglie, passando per un principio di atomizzazione del controllo. Non si può giocare a rimuovere i tecnici a piacimento, anche se capo settore o capo area, se per legge non ci sono motivazioni oggettive di incapacità. Ragioniamo sugli aspetti concreti della vicenda e non sulle valutazioni spesso fatte dai commenti della stampa (che non sempre sono veritieri). Evitiamo questi errori! Qui si deve ragionare sul bilancio, sullo stato di fatto e su come andare avanti per risolvere i primi problemi. Poi, col tempo, finita l'emergenza, si potrà anche ragionare a sistemi diversi di scelta della dirigenza. La modalità 1 voto a contatore è sconcertante: siamo qui per SEMPLIFICARE il sistema, non per mettere su altri carrozzoni. Ma quando mai si è visto che un cliente si vota il suo amministratore (sulla base di quali scelte?... suo nipote, cugino?). Va anche detto che rifare le condotte costerà tanti soldi e che tali spese verranno rimesse direttamente in bolletta quindi pensiamo bene alle conseguenze di quello che diciamo. Aggiungo che non siamo qui per STRAVOLGERE il mondo, ma per far funzionare quello che già c'è: sarebbe sufficiente un organo di controllo realmente funzionante. Il resto verrà col tempo: non dobbiamo cambiare tutto in un giorno.
Inserito il 18/08/2013 19:54 da Margaurio Cosa ne pensi?
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L'Assemblea ATO dell'organo di vigilanza è prevista dal legislatore europeo ed italiano e deve funzionare su basi democratiche e non su basi commissariali perchè illegali.SEMPLIFICARE nell'ambito di cio' che è possibile e previsto dal legislatore.Altro discorso è il debito.Ora non lo si spalma sugli utenti con maggiori tariffe e peggiore servizio? la UE deve rifinanziare le casse Abbanoa per 100 ed oltre milioni di euro. Chi li mette? Il contribuente.Ultima domanda? perchè se pubblica o come ora SPA di enti pubblici, una società municipalizzata deve essere gestita in maniera allegrotta, in mano alla politica e fare da carrozzone per la politica? Altro discorso i Managers.A casa se non in galera.
Inserito il 18/08/2013 22:59 da Miliama
Miliama, Abbanoa è già una società pubblica, i soci sono i Comuni sardi e la RAS. Potresti spiegarmi meglio il senso della frase “La S.P.A. la vogliamo chiudere ed aprire una società pubblica”?
Perché nella soluzione io leggo che bisognerà “Convertire la S.p.A. con soci pubblici in una società di diritto pubblico con quote pubbliche e soci le controparti pubbliche”.
La natura della società Abbanoa attualmente è già pubblica…quindi non capisco bene il senso della frase. Potresti spiegarmi meglio il punto? Chi sarebbero i soci della “nuova” Abbanoa?
Ti ringrazio in anticipo per la delucidazione.
Inserito il 18/08/2013 23:59 da Maggio
In contrasto con quanto previsto dal legislatore europeo, con i vari impianti degli enti locali costituenti il Sistema Idrico Integrato della Sardegna, si è costituita una s.p.a. in house, ovvero con i capitali non soldi ma gli stessi impianti e i soci gli enti locali.Mi pareva logico cambiare la ragione sociale s.p.a. e costituire una pubblic company con soci gli enti locali. Ti ricordo che il concetto di azione, è una quota di società e il management onora il rischio dell'azionista con un possibile utile.Questi concetti di rischio con una società pubblica di servizi ad utili zero che c'entrano?
Inserito il 23/08/2013 17:28 da Miliama
Miliama, anche se appare giuridicamente come una S.p.A., la società è da considerarsi comunque un ente di diritto pubblico, in quanto la proprietà è in mano al pubblico.
Qui l'utile non è da intendersi come un profitto qualsiasi, perché nel caso di Abbanoa l'utile verrebbe o reinvestito in azienda (per fare investimenti nella rete, per esempio) oppure rimarrebbe comunque nelle mani del pubblico (in quelle dei Comuni). Per intenderci: non se lo intasca il management con i bonus di produzione, come può avvenire nel settore privato.
Fermo restando che Abbanoa non ha mai fatto utili, e mai ne farà, data la situazione in cui opera...
Inserito il 24/08/2013 19:13 da Maggio
Sono propenso al ragionamento di Maggio perché, seppur vero quanto affermato da Miliama sulla normativa europea, ogni variazione della ragione sociale produrrebbe in prima istanza dei costi. Con la situazione finanziaria esistente la liquidazione di Abbanoa (volontaria o per fallimento) comporterebbe la monetizzazione di tutte le attività (cosa?!) così che si possano coprire i debiti ovvero il “buco”. E’ evidente che il patrimonio (costituito dagli impianti e dalle reti) non si può vendere perché non esisterebbe un acquirente se non un privato(!).Di conseguenza il “buco” verrebbe ridistribuito sui soci in base alle quote ovvero su comuni e regione. Il più la trasformazione in società di diritto pubblico prevede (se non sbaglio) che la nomina del Presidente e del Management sia Ministeriale. Quindi nella situazione attuale significherebbe mettere l’acqua dei cittadini sardi in mano al governo dell’inciucio. Inoltre non è chiaro il beneficio in termini concreti apportato attraverso i cambiamento da SPA a Società di diritto pubblico
Inserito il 12/09/2013 11:21 da Bontutild
A mio avviso più che una reorganizzazione Abbanoa si dovrebbe liquidare e ridare quindi la gestione dell'acqua ai comuni o a conglomerati di comuni che si mettono assieme per farlo. Una organizzazione per essere efficiente dovrebbe essere decentrale quanto si può e centrale quanto necessario.
Sono assolutamente d'accordo di eliminare soci privati ma bisogna istituire un benchmarking con enti esteri (Germania, Svizzera, Nordeuropa) per verificare l'efficienza dell'ente.
Assolutamente importante però è dare all'acqua alla base un prezzo. So che Abbanoa non ripara lle tubazioni che hanno della falle, perchè ritiene che le costa di più fare manutenzione (scavatore, operai etc.) che lasciando tutto com'è. Questo perchè l'acqua a loro non costa niente.
Inserito il 05/08/2013 23:25 da Eldo Cosa ne pensi?
Inoltre bisogna accertare la presenza dei pozzi illegali. Coloro che gli hanno usano l'acqua del territorio senza spese ma soprattutto usano la rete fogniaria, che ha un costo derivante dal consumo di acqua. Se quindi uno non consuma acqua di Abbanoa non paga per la rete fogniaria: Un'altra assurdità. E ovviamente pagano quindi di più quelli che devono pagare l'acqua sporca come fosse potabile. Amen
Inserito il 22/08/2013 14:16 da Eldo
Scusate ma non è vero che Abbanoa non effettua riparazioni perché “costa di più fare manutenzione (scavatore, operai etc.) che lasciando tutto com'è”. Vista la mancata capitalizzazione ed il dissesto finanziario, Abbanoa da un certo momento in poi, ha limitato gli interventi perché non poteva garantire il pagamento alle imprese titolari. Nel corso degli anni sono stati banditi appositi appalti per la manutenzione conservativa delle reti e nuovi allacci, sia per il sistema idrico che per il sistema fognario (Ultimo bando: http://www.abbanoa.it/AbbanoaPortale/it/contentview.wp?contentId=BND6441). Gli importi appaltati sono coperti da Abbanoa quindi teoricamente dovrebbero essere ricompresi nella tariffa che però non è sufficiente. Ritengo quindi che il passo fondamentale sia procedere al calcolo serio, approfondito e corretto della tariffa anche alla luce delle determinazioni dell’AEEG, autorità nazionale preposta alla regolazione e controllo dei servizi idrici integrati (http://www.autorita.energia.it/it/che_cosa/presentazione.htm). Non è inoltre vero che l’acqua ad Abbanoa non costa. Abbanoa paga le fatture per l’acqua grezza in ingresso agli impianti di potabilizzazione fornita dalla Regione attraverso ENAS. Quindi la Regione fattura a se stessa visto che fa parte di Abbanoa come socio. Questo meccanismo è veramente paradossale ed andrebbe secondo me rivisto. In effetti ciò che andrebbe rivista, oltre ad Abbanoa, è la legge Galli e quindi la normativa europea in materia.
Inserito il 11/09/2013 17:25 da Bontutild
Corretto il discorso sui pozzi illegali
Inserito il 11/09/2013 17:26 da Bontutild
Grazie a Bontuild per la precisazione, allora forse sarebbe il caso di racimolare i costi per l'uso della fogna da parte di chi le usa senza pagare dato che ha un pozzo per poter pagare la manutenzione. Per quanto riguarda questa purtroppo parlo per esperienza personale. Dopo 5 richiami per 4 (!!!) perdite su un chilometro di strada comunale che porta a casa mia, mi è stato detto che non conveniva. Allora il prezzo dell'acqua alla fonte è troppo basso. Il fatto che Abbanoa non abbia i soldi per fare manutenzione a mio avviso è inaccettabile.
Inserito il 12/09/2013 11:21 da Eldo
Grazie a tutti voi perché apprezzate il mio contributo. Il discorso dei pozzi è assolutamente corretto. L’operatore Abbanoa che ti ha parlato di mancata convenienza andrebbe, secondo me, pesantemente ripreso in via formale perché dice cose false (lo posso affermare per mia esperienza personale), ledendo così il NOSTRO diritto essenziale all’informazione sulla spesa dei soldi pubblici. E’ purtroppo vero (nelle situazioni attuali) che la tariffa non copre il costo di gestione. Il delta che serve per mantenere la massima efficienza del sistema può e (ahimè) deve essere colmato o con la tariffa (aumento) o con l’intervento finanziario dei Soci o con una giusta miscela dei due. Non riesco a vedere altre soluzioni. Per contro (nessuna azione) il sistema implode sia in via tecnica per mancata manutenzione (vedi Sassari) sia per via finanziaria per indebitamento verso le banche.
Inserito il 12/09/2013 11:42 da Bontutild
La pianta organica del personale di abbanoa dovrebbe essere riorganizzata all'insegna di una maggiore efficienza meno scalda poltrone con lauto stipendio a vantaggio di un ammodernamento della rete idrica
Inserito il 30/07/2013 21:32 da Fino Cosa ne pensi?
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no ai licenziamenti si al rimansionamento e mobilità
Inserito il 31/07/2013 07:51 da Aggio
No ai licenziamenti! Vogliamo iniziare mettendo la gente in mezzo ad una strada? Lo sa fare anche Monti e Berlusconi. Gli sprechi della politica non sono colpa dei padri di famiglia a milleduecento euro al mese!
Inserito il 31/07/2013 13:33 da Aroselian
prova risposta.
Inserito il 31/07/2013 16:03 da Berino
Ri-mansionamento sia.
Inserito il 01/08/2013 16:36 da Miliama
M spiegate perché esaf ha assunto idraulici che girano con le loro onda per guardare senza muover eun dito quando ci sono delle perdite della rete in attesa dell'intervento di ditte esterne???? Queste ditte esterne si fanno pagare ed ecco altri debiti, quando le riparazioni potrebbero farle gli idraulici presenti in organico!
Inserito il 25/08/2013 17:31 da Alva
Valutazioni 45
Gradimento 58%
Dibattito in corso
Proposta creata il
30 Lug 2013 alle 21:05
Ultima modifica del
19 Set 2013 alle 23:07
Anonimato temporaneo attivo
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